Progetto di vita adulta e autonoma   - ISOLA FELICE

                                                                                                                                                    
   L’intervento si configura come naturale prosieguo e sviluppo del progetto avviato dall’Associazione sin dall’anno 2003,che ha visto coinvolte numerose persone adulte con disabilità ed i loro familiari in cicli sistematici di esperienze residenziali realizzate con cadenza mensile.

La maggior parte dei partecipanti,benchè adulto (età dai 18 ai 40 anni),non aveva mai trascorso una notte fuori casa,se non con i genitori.

Le motivazioni di questo e del precedente progetto ruotano intorno al bisogno di costruire e far sperimentare concretamente la possibilità di vivere in spazi e luoghi non presidiati dalle figure familiari di riferimento.La verifica e la valutazione del progetto precedente hanno fatto emergere la necessità di non interrompere l’esperienza e,anzi,di consolidarla maggiormente.Si è quindi arrivati a proporre questo nuovo percorso,che si configura anche come momento propedeutico ad una futuribile esperienza di vita adulta autonoma.Il taglio delle esperienze residenziali sinora proposte è stato volutamente caratterizzato da un gruppo piuttosto numeroso di partecipanti (circa 20 persone con disabilità più gli educatori e gli accompagnatori) ed inserito in una cornice di vacanza.Questi elementi hanno senz’altro favorito i soggetti e le famiglie nella sperimentazione  di una nuova situazione ed ha permesso ad entrambi di esperire e rielaborare i temi del distacco/separazione e dell’autonomia personale,nonché della creazione di nuove relazioni,legami e riferimenti,nella logica di una necessaria moltiplicazione delle dipendenze affettive e di una forma di graduale avvicinamento al distacco.

Questa nuova proposta di 4 cicli di 4 momenti residenziali della durata di due giorni ciascuno sarà invece caratterizzata dalla collocazione in uno spazio che ,sia concretamente sia simbolicamente,è più vicino ad una dimensione familiare in quanto si terrà in un appartamento di proprietà della Cooperativa sociale Lavorare insieme di Almè(Bg),adibito proprio allo svolgimento di esperienze di avvicinamento di persone disabili alla residenzialità . .L’implicazione immediata di questa scelta operativa è la ridotta dimensione del gruppo (5 partecipanti più un educatore e un volontario per ognuno dei 4 gruppi).

L’esperienza pregressa ha infatti permesso di individuare soggetti che hanno mostrato una reciproca compatibilità oltre che un affiatamento costruito durante le precedenti esperienze di convivenza.

Questi soggetti hanno manifestato il desiderio ed il bisogno di effettuare un ulteriore passaggio evolutivo nel percorso già intrapreso in direzione di una vita adulta il più possibile autonoma,da realizzare al di fuori della casa/famiglia di provenienza.La collocazione di questi momenti residenziali in un appartamento permette inoltre ad ognuno dei soggetti di potersi occupare direttamente,in misura proporzionale alle proprie capacità,della quotidianità,ovvero della gestione di tutti i momenti della giornata,dalla preparazione dei pasti alla gestione di altre incombenze (cura della persona,spese,pulizie,etc.).La presenza dell’educatore si rende necessaria sia come concreto sostegno nella gestione delle giornate,sia per la tenuta dei contatti e il coordinamento dei volontari,che da sempre sostengono le iniziative delll’Asssociazione.